Non sono un fotografo da copertina.
E, a dirla tutta, non mi interessa diventarlo.
E, a dirla tutta, non mi interessa diventarlo.
Non inseguo lo scatto perfetto, quello costruito, lucidato, pronto per piacere a tutti.
Fotografo perché mi viene naturale fermarmi, osservare, restare un attimo in più dove gli altri passano oltre.
Fotografo perché mi viene naturale fermarmi, osservare, restare un attimo in più dove gli altri passano oltre.
Mi attirano le cose che non chiedono attenzione:
una barca scrostata, uno sguardo stanco, una strada vuota al tramonto.
Sono dettagli silenziosi, quasi invisibili.
Eppure, quando li incontri davvero, hanno più da dire di tante immagini perfette.
una barca scrostata, uno sguardo stanco, una strada vuota al tramonto.
Sono dettagli silenziosi, quasi invisibili.
Eppure, quando li incontri davvero, hanno più da dire di tante immagini perfette.
Io provo solo a rispondere.
Con una foto.
Con una foto.
Non cerco di stupire.
Cerco di fermare qualcosa che esiste già, ma che rischia di passare inosservato.
Un attimo vero, anche imperfetto, ma vivo.
Cerco di fermare qualcosa che esiste già, ma che rischia di passare inosservato.
Un attimo vero, anche imperfetto, ma vivo.
La mia fotografia non alza la voce.
Ascolta.
Ascolta.
Non costruisce storie.
Le trova, spesso dove nessuno si ferma a cercarle.
Le trova, spesso dove nessuno si ferma a cercarle.
E ogni volta che scatto, è un piccolo promemoria:
il mondo non ha bisogno di essere reso interessante.
Ha solo bisogno di essere guardato davvero.
il mondo non ha bisogno di essere reso interessante.
Ha solo bisogno di essere guardato davvero.